Pier Paolo Caserta​​
insegnante e autore
Sito personale

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Umanità resiliente

Abbondano
le parole velenose

Eccone un’altra: resilienza.

Che significa?
Non ci vuole tanto:
prendi botte su botte
che vuoi che sia,
impara a incassare


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La lotta di classe nell'età della Tecnica

Il conflitto tra capitale è lavoro si è spostato, ma la Sinistra si è divisa, perdendo di vista la meta: chi ha continuato a cercare il conflitto solo nei vecchi luoghi, non trovandovi quasi più nessuno, e chi ha negato il conflitto, divenendo subalterno al neoliberismo. Di sicuro, nel pieno della Quarta rivoluzione industriale, non è più possibile identificare il proletariato o i Lavoratori con la sola classe operaia. Andrà riconosciuto, piuttosto, che le nuove forme di sfruttamento non si sostituiscono alle vecchie, bensì si aggiungono ad esse. Siamo tornati ai tempi del vapore e la Quarta rivoluzione industriale ha i suoi sfruttati come li hanno avuti la prima e le seconda: rider, precari del mondo della cultura e dell’informazione, operatori di call center, raccoglitori stagionali..., per limitarsi soltanto alla prima linea degli sfruttati, ma precarizzazione e nuove povertà si sono allargate fino a definire una sorta di Terzo stato globalizzato, di fronte al quale si erge la neo-aristocrazia tecno-finanziaria egemone, che spazia di fatto dagli immigrati al ceto medio impoverito, ma lontanissimo dall’aver acquisito una coscienza di classe. Il “comunista anomalo” Di Vittorio disse, nel suo primo discorso in Parlamento, che lo aveva guidato il sogno di unificare le lotte degli operai del Nord e quelle dei contadini del Sud, “perché il padrone è lo stesso dappertutto”. Noi dovremmo in fondo ambire oggi a fare lo stesso, le difficoltà sono molte e non dipendono soltanto dagli errori commessi, come spesso ci diciamo, ma anche dal quadro oggettivo, e in primo luogo dalle inedite possibilità di seduzione e di distrazione rese oggi disponibili al punto di incontro tra il Mercato e la Tecnica nella civiltà dell'intrattenimento… per cui di fatto molti tra gli sconfitti della globalizzazione continuano tuttavia a sognare il loro riscatto attraverso gli stessi strumenti ai quali sono aggiogati. Per questo ritengo che siano oggi strettamente connessi la ripresa della lotta di classe, la capacità di rappresentare tutti i Lavoratori e l'emancipazione dal pensiero tecnomorfo.

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