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  • pier paolo caserta

Fascismo e classismo


L'antifascismo non è mai stato così tanto a buon mercato. Oggi può intestarselo chiunque, dopo l'assalto alla CGIL poi è una passerella di personaggi ai quali non dovrebbe essere accordata la minima credibilità. D'altra parte vediamo ormai da tempo come l'antifascismo delle èlite sia fatto proprio e replicato anche da movimenti neoliberali come le Sardine (poi come era ovvio riconfluite esplicitamente nel PD di cui erano emanazione) e si accompagni dunque sistematicamente alla rimozione del conflitto e all'approfondimento dei divari e delle politiche antisociali.


Il punto chiave oggi più che il fascismo è il classismo, del quale sono portatori i partiti della sinistra di sistema che all'indomani dei fatti di Roma spendono la più facile e conveniente moneta antifascista. Sono comunque contrario a ridurre i rigurgiti di fascismo esplicito a semplice epifenomeno del neoliberismo dagli effetti fascistizzanti, ma almeno di Roberto Fiore e di Forza Nuova bisogna dire prima di tutto che non costituiscono di certo una opzione di potere, il loro fascismo è il riverbero esplicito e violento del classismo dell'èlite tecno-finanziaria e dei partiti di destra e di sinistra di sistema che ne eseguono pedissequamente i dettami. Perciò rispetto ai fatti di sabato stigmatizzare la manovalanza è necessario ma non minimamente sufficiente. Non hanno nulla di antifascista quanti si dicono a parole antifascisti (che ci vuole...) ma poi sono nei fatti classisti o continuano a sostenere partiti che attuano politiche classiste, antisociali e padronali. L'antifascismo fu anche lotta di classe.

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