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  • pier paolo caserta

L'oceano digitale delle parole banali


La parola porta sempre con sé un enorme potenziale di cambiamento. La parola è il tramite tra il pensiero e l’azione. Uno degli aspetti del Capitalismo nella sua fase odierna, con l’illimitata espansione del mercato e il suo incontro ieri con i mass media, oggi con la Tecnica (internet, i social ecc.) consiste senza dubbio nel sommergere la parola con parole vane, inutili, banalizzanti, lanciate con frequenza incessante. Il potenziale di cambiamento insito nelle parole può essere espresso soltanto se la parola attinge al profondo, se è il risultato di un pensiero profondo; diversamente non serve a preparare l’azione, bensì a conservare l’esistente, tutti i rapporti di forza dal primo all’ultimo (in cambio della libertà illusoria di potersi esprimere su tutto). La parola profonda sommersa da un oceano straripante di parole preferibilmente banali (ecco allora Fedez, Povia ecc. ecc.) per neutralizzare la consapevolezza, la presa di coscienza, l’azione, l’agire politico per dirla con Hannah Arendt.


(14-07-2021)


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