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  • pier paolo caserta

Non vi permetteremo di sospendere il diritto di critica

Si vuole far passare l'idea che nello stato di emergenza non soltanto alcune libertà siano sospese in nome della tutela del diritto prioritario alla vita, come è del tutto ovvio che sia, ma che debba essere sospeso anche il diritto di critica dei confronti dell'operato del governo. Come se non possano essere perfettamente riconoscibili, anche nello stato di emergenza, indirizzi e orientamenti specifici della decretazione d'urgenza. Si pretende, quindi, di presentare come neutralità asettica e necessaria qualsiasi decisione, compreso per esempio il familismo del dpcm del 26 aprile, che neutrale non è affatto; è, invece, il prodotto di un preciso retroterra culturale e appartiene più all'orizzonte dello stato etico che a quello dello stato di emergenza.

Il rischio di forzatura della democrazia non deriva dalla sospensione delle libertà, dello stato di diritto e della normale dialettica politico-istituzionale, che trovano piena giustificazione nello stato di emergenza. Deriva, invece, dalla crescente richiesta, di sospendere, in nome dell'emergenza, anche il diritto di critica.

Io sono disposto a mettere in parentesi la mia libertà personale in nome del bene superiore della salute pubblica e del diritto alla vita di tutti. L'ho fatto finora e continuerò a farlo per tutto il tempo che sarà necessario, per tutta la durata dell'emergenza pandemica. Non sono affatto intenzionato, invece, a sospendere il mio diritto di critica.


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